lunedì 27 febbraio 2012

Poi, ora, io, tu, gli altri.....


"Il simulacro sollevò le sonnolenti
palpebre e vide forme e colori
che non intese, persi in rumori,
e tentò timorosi movimenti.
Gradualmente si vide come noi altri
imprigionato in questa rete sonora
di prima, poi, ieri, mentre, ora,
destra, sinistra, io, tu, quelli, gli altri".

(Jorge Luis Borges, Il Golem)

sabato 25 febbraio 2012

Buon compleanno

Per quest'anno, i miei auguri di buon compleanno, voglio farteli così
perché il senso di te è ancora, sempre, in ogni cosa.....

lunedì 13 febbraio 2012

Vabbuò


In questi ultimi giorni abbiamo ascoltato spesso l'espressione partenopea: vabbuò. L'abbiamo ripetuta, argomentata, giudicata, condannata. Eppure resta un caposaldo della lingua napoletana, una parola, tutta intera, che sa e può dire tanto.
Erri de Luca sa bene come spiegarla.......

"Vabbuo' è una parola tutta intera. Non è "va buo'" che perde tempo in mezzo e rinuncia al raddoppio filosofico della lettera b. Vabbuo' è spesso l'accomodamento alla realtà, rinuncia a interferire con gli eventi. La donna che tu amavi ti ha lasciato? Vabbuo'. In seconda battuta, se uno proprio insiste a estorcere un commento, una reazione, si può aggiungere: E che ce pozzo fa'?". Hai perso il lavoro? Vabbuo'. Come? Hai perso il lavoro e dici vabbuo'? Per forza, che vuoi farci, me ne cerco un altro. Qui il vabbuo' non è solo rassegnato, ma insinua una speranza.
Vabbuo' non è l'equivalente di va bene. Il bene qui non c'entra. Qui si dichiara il buono, che è precario. Comme staie? Stongo buono. E' affermazione prudente, consapevole della prossimità con il suo opposto, che non è il male, invece è il malamente. Rispondere "sto bene" è impegnativo, oltre che temerario. Può attirarsi il malocchio a pronta presa. 
La nave sta affondando e i passeggeri danno l' assalto alle scialuppe? Vabbuò. Lasciate fare: il migliore degli ordini di quella nottata. Dalla capitaneria di porto intimano di risalire a bordo? Vabbuo', tanto non ci pensa nemmeno. Il vabbuò può essere insolente. Quel tale ha passato un guaio? Vabbuo' qui è indifferente. Quel tale non sapeva chi stava pagando la vacanza sontuosa a lui e a tutta la famiglia ? Vabbuo' qui è dell'incredulo incallito. Gli americani sono sbarcati sulla luna: vabbuo', dissero i russi amareggiati.
Voi che dite: quella è la nipote di Mubarak? Vabbuo', si convinse il funzionario comprensivo. Ti hanno rubato il portafoglio? Vabbuo', tanto non ci stava dentro niente: qui il vabbuo' contiene un poco di solidarietà per il ladro sfortunato. Aumentano le tasse? Vabbuo', che qui è di opposizione: tanto non le pagava neanche prima. Oppure serve a chiudere una disputa, rinunciando al diritto di replica. Vuoi avere tu l'ultima parola? Vabbuo', concilia uno dei due. E se il Napoli ha perso la partita?: No, qui vabbuo' non c'entra, qui interviene il mannaggia a questo e a quello. Quante volte al giorno si pronuncia il vabbuo'? Da noi, in varie forme di dialetti e lingue, succede troppo spesso."


venerdì 10 febbraio 2012

Fire


Quella mattina Connie aveva voglia di seguire Walter. 
L'inverno era proprio arrivato. Era arrivato anche il momento di mettere in funzione il camino.
"Che ne dici se domani vado a prendere un carico di legna?" "Sì, credo sia necessario. E' terminata", fece Connie, già proiettata all'avventura.
Non era mai stata lì, in quell'enorme capannone a prendere la legna, ma l'idea le piaceva. Era una donna curiosa. "Vengo con te". Walter la guardò e le sorrise, come faceva di solito, tutte le volte che si trovava  d'accordo con le decisioni della compagna.
La mattina seguente si recarono al capannone. Indossati i guanti, i due cominciarono a sistemare la legna nel bagagliaio. "Walter, io prendo i piccoli...pensa tu ai ceppi più grossi". A Connie l'esperienza piacque molto. Riempirono la loro utilitaria fino, quasi, a farla scoppiare. Ma al momento di pagare, Walter si accorse di aver lasciato il suo portafogli a casa. "Hai soldi con te? Credo saranno circa 30 euro" "Tranquillo, dovrei avere quei soldi. Vado a pagare". Tornati a casa e dopo aver, faticosamente, messo in ordine la legna in giardino, Walter si avvicinò a Connie: "Mi ha fatto piacere averti con me stamattina. Però ora, fai la brava, riprenditi i soldi che hai speso.....la legna voglio pagarla io", ovviamente scherzava." Perché non posso portarlo io il calore dentro casa?" e lui, guardandola negli occhi: "Tu il calore dentro casa lo porti tutti i giorni. E la legna non c'entra niente".


Bruce Springsteen - Fire


sabato 4 febbraio 2012

E la neve arrivò:)

E' arrivata la neve.
La stavamo aspettando, ormai, da giorni. Ed eccola: bianca, soffice...fredda, fredda, fredda. Come gli gnocchi fritti, fritti, fritti di Benigni nel film La vita è bella.

Da qualche giorno ho dedicato un po' del mio tempo al blog (non lo facevo da tanto!) ed ho cambiato la sua veste grafica. Ho modificato lì, qui, là e qua e finalmente sembra che qualcosa abbia preso forma.....che ne dite?:)
Credo, però, di aver perso qualche indirizzo dai miei blog amici....chi non dovesse ritrovarsi, per favore, me lo dica così provvedo subito:) Grazie.

Dicevamo della neve....... 






giovedì 26 gennaio 2012

giovedì 19 gennaio 2012

I perché.....

Eravamo seduti a cena con le nostre bambine. Si parlava con loro di scuola, di amichetti, di scherzi stupidi e di avvenimenti seri ed importanti. La Costa Concordia, gli scioperi in giro nel paese, la difficoltà di molti ad arrivare a fine mese, il giorno della memoria. Abbiamo spiegato alle nostre bambine un po' della nostra storia, quella del nostro paese, dei partigiani e dei nazisti, del Nord e del Sud. Abbiamo approfondito l'argomento INGIUSTIZIA, così' complicato...
Fino a quando nostra figlia maggiore, di 7 anni, con il suo dolce ed intelligente faccino, ci ha chiesto: "Mamma, papà, ma perché i potenti son quasi sempre cattivi?"
Ah, cominciamo...





I luoghi del cuore.....